Nella nostra scuola, l’inclusione non è un evento: è un modo di stare al mondo.
C’è un pensiero che attraversa ogni giorno le nostre aule: ciascuno è un dono. Non un “regalo” da scartare una volta l’anno, ma una presenza che chiama la comunità a diventare più attenta, più consapevole, più umana.
“E la comunità, a sua volta, – come afferma il Dirigente Scolastico Dott.ssa Grazia Suriano – è dono per ogni persona: luogo che accoglie, sostiene, accompagna. Uno scambio reciproco che costituisce il cuore vivo della scuola.”
Dentro questa logica del dono crescono le nostre pratiche quotidiane di inclusione: non gesti straordinari, ma cura ordinaria.
È lo sguardo di un compagno, la competenza di un docente, la rete dei professionisti, la fiducia delle famiglie.
Sono tutte tessere dello stesso mosaico.
Tra queste esperienze, il laboratorio “Tutti insieme sotto lo stesso cielo” è forse la metafora più visibile di ciò che siamo: mani diverse che costruiscono insieme, intrecciano materiali, creano decori che non “abbelliscono soltanto” la scuola, ma raccontano un modo di abitarla.
Quest’anno il tema è il dono: e mentre i ragazzi preparano gli addobbi natalizi, sembra che preparino anche un messaggio silenzioso:
«la diversità non è una distanza da colmare, ma un’occasione per riconoscersi parte dello stesso cielo.»
Il 3 dicembre lo celebriamo, sì.
Ma, soprattutto, lo viviamo.
Ogni giorno.
Perché l’inclusione non è una ricorrenza: è la nostra forma di gratitudine verso ogni persona che entra in questa comunità e la rende, ancora una volta, un dono.
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